PADRE CICOGNAAl San Ferdinando omaggio a Eduardo

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 Nella ricorrenza del venticinquesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, la città di Napoli – inserito nell’ampio cartellone di “Le luci, i suoni e i colori del Natale 2009” – gli rende omaggio con la messinscena di “Padre Cicogna” al Teatro San Ferdinando, un racconto sinfonico su versi di Eduardo De Filippo per quattro voci, voci recitante (Luca De Filippo) ed orchestra (quella del Teatro di San Carlo) diretta da Nicola Piovani che è anche autore delle musiche. I cantanti sono Susanna Rigacci, Susy Sebastiano, Pino Ingrosso, Alessandro Quarta.
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Il contesto storico.
Eduardo scrive il poemetto Padre Cicogna nel 1969. Rispetto alla sua produzione teatrale si colloca quindi fra Il contratto (1967) e Il monumento (1970); rispetto alla produzione poetica invece appartiene all’anno di alcune brevi poesie, A chi arrobba sentenno, ’O viento, Vuò vedè…? Mentre precede di poco una composizione sconsolata come ’A lampa (1970) che riflette sul dolore, gli affetti, la morte. Al poemetto vero e proprio invece Eduardo non si dedicava da tempo, né gli capiterà più di dedicar visi: Padre Cicogna conclude così una sorta di trilogia intitolata a tre strampalati personaggi, di cui i primi due erano nati alla fine degli anni quaranta: Vincenzo De Pretore, il clown Baccalà e Padre Cicogna, prete spretato che promette di allestire le figure di un presepe ideale con le creature nate dopo la sua rinuncia ai voti.


Il poemetto. Padre Cicogna riuscirà a sciogliere il patto indissolubile che lo lega alla chiesa, ma a che prezzo! Al momento di lasciare l’abito sacerdotale, per cercare di scongiurare la maledizione divina che hanno evocato su di lui le gerarchie ecclesiastiche a cui si è rivolto in cerca d’aiuto, fa un voto: promette di mettere al mondo, con la donna che ama, tre bambini maschi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, che ogni anno, a Natale, vestiti da Re Magi, renderanno omaggio al Salvatore cantando «Tu scendi dalle stelle». (A cura di Antonella Ottai e Paola Quarenghi).

 Le musiche. L’idea, il desiderio che ho di mettere in musica “Padre Cicogna” risale a più di venti anni fa, praticamente alla prima volta che l’ho letto, rimanendone profondamente sedotto. E ora sono molto grato al Teatro di San Carlo, al Teatro Stabile di Napoli, al Comune di Napoli e a tutti quelli che collaborano a questa iniziativa, che mi danno la possibilità di far vedere luce a questo impegnativo progetto. Provare a musicare un poema di Eduardo comporta, come s’immagina, una forte responsabilità e anche – fatemelo dire – un po’ di paura. Sto scrivendo melodie, temi e ritmi fra i versi di Padre Cicogna con l’attenzione chirurgica che avrei nel danzare in una sala piena di cristalleria preziosa, con il continuo timore di fare un passo falso e rompere un bicchiere.

La voce recitante narrerà la storia “Padre Cicogna”. Quattro voci cantanti – due maschili e due femminili – contrappunteranno gli accadimenti con versi della tradizione popolare natalizia napoletana, versi della antica liturgia in latino e versi dello stesso Eduardo. Interverranno come un piccolo coro che dà voce al quartiere dove va ad abitare Cicogna, alias Emanuele. Accompagnerà, scandirà e commenterà il racconto, un’orchestra di carattere parzialmente sinfonico e parzialmente – diciamo così – etnico, pop… Non mi viene un aggettivo migliore: per intenderci chitarra, mandolino, batteria, flauto dolce, più o meno. Di più non so dirvi, perché l’opera è ancora in fase di scrittura, con tutte le possibilità di correzione di rotta che ciò comporta.

Ringrazio Luca De Filippo per avermi dato la fiducia e l’incoraggiamento ad affrontare“Padre Cicogna”, consentendomi di metterci mano, cuore e, soprattutto matita e pentagrammi.
(Nicola Piovani)

 


PLATEA 15 EURO – RIDUZ. GIOVANI 10 EURO PALCO 10 EURO – LOGGIONE 5 EURO

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