No Lombroso, presentato il libro all’Istituto di Cultura Meridionale

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Com’era facile prevedere, la presentazione del libro “Cento città contro Cesare Lombroso”, scritto a sei mani da Domenico Iannantuoni, Rossana Lodesani e Francesco Antonio Schiraldi ha avuto la capacità di aprire un ampio dibattito sulle angherie subite dal Sud negli anni dell’invasione piemontese.
L’evento, ospitato dall’Istituto di Cultura Meridionale in via Chiatamone a Napoli, è stato aperto dal padrone di casa, il Presidente dell’Istituto, Avv. Gennaro Famiglietti che con la sua introduzione ha ben inquadrato la problematica legata anche alla questione etica della vicenda. 
Condotto dal Prof. Ivan Cuocolo, il dibattito si è avvalso del via alla discussione di Padre Antonio Loffredo, che ha dovuto poi abbandonare il salotto lasciando agli altri ospiti numerosi spunti che sarebbe stato certamente interessante approfondire con il diretto interessato.

All’ing. Domenico Iannantuoni il compito di raccontare i fatti, dalla costituzione del comitato alle più recenti acquisizioni di testimonial di grande prestigio alla causa dei poveri resti del Villella e degli altri “briganti” o presunti tali ancora “esposti” nello scandaloso Museo Torinese, aperto nel 150° anno dell’unità d’Italia.
Il coautore ha tenuto a sottolineare la inacettabile valenza di questa struttura quale testimonial del razzismo antimeridionale eretta a sistema scientifico.
L’avv. Schiraldi, infine, ha ragguagliato la platea sui cavilli giuridici e sugli scenari che prossime mosse e contromosse legali potrebbero aprire. O chiudere, come noi più speriamo per questo ennesimo schiaffo ai meridionali costruito soprattutto con i soldi dei meridionali: l’ultima beffa.

Gino Giammarino

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