IL MATESE DI OGGI, UNA CULTURA CHE VUOLE USCIRE DALL'EMARGINAZIONE

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La Giornata di Studio sarà un susseguirsi di proposte culturali e momenti di approfondimento, basate su un ampio numero di relazioni e tavole rotonde che toccano diversi argomenti legati dal comune denominatore del legame territoriale con il Matese.
Molti e qualificati i relatori che prenderanno parte alla Giornata, impegnati a dibattere temi diversissimi: dalla congiuntura postunitaria alla presenza femminile sul Matese tra vecchia e nuova economia, dai possedimenti monastici medievali ai drammatici episodi dell’occupazione tedesca nel secondo conflitto mondiale, dalle vicende dei tentativi di sviluppo turistico ad una visione unitaria del territorio matesino, dalle vicende amministrative alle attività tipografiche ed editoriali.
Il programma culturale è curato dal prof. Luigi Parente, ordinario di Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Filosofia e Politica dell’Università degli Studi di Napoli “l’Orientale”, mentre l’organizzazione generale è a cura di Alberico Bojano per conto delle associazioni promotrici dell’evento. A lungo le politiche per il Mezzogiorno hanno oscurato quanto accadeva nelle aree interne: l’enfasi spesso assegnata al problema dell’intervento dello Stato ha finito dunque per porre in ombra la complessità della zona “dell’osso”. Proprio dalle vicende di marginalità e di crescita con cui tali periferie hanno rielaborato le scelte del centro la presente Giornata di Studio si propone di ripartire.

“L’idea fondante della Giornata di Studio muove
– ha dichiarato Luigi Parente –
essenzialmente dall’esigenza di una rilettura in chiave nuova del complesso scenario della stratificazione delle culture territoriali, che guardi alle aree più interne del Mezzogiorno come centri di riflessione ed elaborazione piuttosto che come oggetti”.
“La Giornata di Studio vuole proporre una simbolica fusione
– aggiunge il pres. della Pro Loco Fabrizio Boiano –
tra storia, cultura e visioni di futuro per esaltare la centralità del massiccio del Matese. Un’area che si propone di diventare il luogo dove interrogarsi sui grandi temi della cultura e dello sviluppo, oltre che un motore pulsante delle vicende delle regioni montane del Meridione e dei popoli che le abitano”.
“Abbiamo deciso di non limitarci ad aprire le nostre porte e a far conoscere noi stessi e la nostra cultura
– dice Maria Rosaria De Lellis,
presidente dell’associazione Briganti  –
ma di andare oltre, partendo dal presupposto che la storia e la civiltà sono un patrimonio comune”.
“A San Gregorio Matese, uno dei centri più rilevanti del Parco Regionale del Matese
– è l’opinione di Tonino De Lellis,
primo cittadino di San Gregorio Matese –

compiamo il primo passo verso una rielaborazione dei processi di sviluppo ed affrancamento da una atavica marginalità, che è parte integrante della storia delle regioni appenniniche del Mezzogiorno d’Italia”.
Sede della manifestazione sarà il comune di San Gregorio Matese, situato in provincia di Caserta, e si svilupperà durante l’intera giornata di sabato 17 ottobre con relazioni, filmati, tavole rotonde e l’inaugurazione della mostra “La banda del Matese” curata da Bruno Tomasiello e relativa alla vicenda dell’insurrezione anarchica del Matese di Cafiero e Malatesta.

Veduta di San Gregorio Matese

Veduta di San Gregorio Matese

La manifestazione è promossa dall’associazione Pro Loco “Le Mura” e dall’Associazione culturale “I briganti del Matese” con il patrocinio della Amministrazione Comunale di San Gregorio Matese e si avvale del coordinamento scientifico del Dipartimento di Filosofia e Politica dell’Università degli Studi di Napoli “l’Orientale”.

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