Al Teatro Cilea Biagio Izzo presenta L’amico del cuore di Vincenzo Salemme

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‘L’amico del cuore’, la commedia scritta e diretta da Vincenzo Salemme arriva sul palco del Teatro Cilea, dal 17 al 27 dicembre. In scena ad accompagnare Biagio Izzo, Mario Porfito, Francesco Procopio,  Yuliya Mayarchuck, Samuele Sbrighi, Luana Pantaleo e Adele Pandolfi.

«Novità di questa spettacolo è lo stravolgimento dei caratteri dei personaggi- spiega Biagio Izzo- che Vincenzo Salemme ha voluto. Questa trasformazione dei caratteri ha fatto si che il ‘mio’ Michelino diventasse più carnefice che vittima. La cosa più affascinante di questo spettacolo, quindi, è proprio questo cambio degli stati d’animo dei personaggi, oltre alla partecipazione del pubblico, in prima persona alla storia. Infatti io ad un certo punto scendo in platea, e coinvolgo pubblico in sala con domande, facendolo diventare parte integrante dello spettacolo. Insomma il divertimento è assicurato».

L’amico del cuore di e con la regia di Vincenzo Salemme: L’amico del cuore è una commedia del 1991. Quando l’ho rappresentata la prima volta, nella stesso anno, era un atto unico e si intitolava ‘L’ultimo desiderio’. Negli anni successivi sentivo che la commedia aveva una potenzialità maggiore e decisi quindi di scrivere ‘L’amico del cuore’, ampliandola e separandola in due atti. La prima volta che la rappresentai in questa forma era il 1995. Fu subito accolta con molto calore. Adesso mi si presenta la possibilità di metterla in scena come regista.

Dalle prime letture mi sono reso conto che la commedia, dentro la trama comica, ha una vena di profonda cattiveria. In questa edizione è emerso in superficie la crudeltà dei rapporti umani. In questa edizione  Michelino Seta diventa vittima di se stesso, di tutto ciò in cui ha finto di credere, di tutto il suo provincialismo culturale, di tutta la sua mentalità aperta ma solo a parole. Così come Roberto Cordova è diventato un uomo che coglie nella propria malattia (deve subire un trapianto cardiaco con poche probabilità di sopravvivenza) un’ occasione di rivalsa nei riguardi dell’amico più fortunato, quell’amico del cuore, Michelino, che ai suoi occhi appare un uomo di successo per di più sposato con una donna bellissima. I due sono amici dall’infanzia e probabilmente, Roberto, da sempre pensa che l’amico abbia avuto una vita più facile, più fortunata. Quale occasione migliore quindi per vendicarsi di quell’amico che si dice uomo aperto e democratico, quell’uomo che giudica la gelosia un sentimento barbarico, quale occasione migliore per dimostrare che le sue sono soltanto chiacchiere. Quindi in definitiva questa edizione diventa  proprio un duello, in cui l’arma scelta dai contendenti non è la spada, ma l’ipocrisia.

Il tutto nella tessitura classica della commedia degli equivoci, dove ognuno dei personaggi si veste di un ruolo per nascondere la propria natura più profonda: un prete ambiguo che non ha deciso se essere “uomo o ministro di Dio”; un ragazzo di quattordici anni (malato del morbo di Matusalemme) che ne dimostra quaranta e crede di essere la reincarnazione di un merlo; la mamma di questo ragazzo legata ancora al ricordo del marito defunto, ma che alla prima occasione cede alle lusinghe di un tassista invadente e aggressivo. E su tutti spicca Frida, IL SOGNO. Frida, la bellissima moglie di Michelino, Frida la bionda svedese, Frida ricordo di una Svezia del progresso, la Svezia della libertà, la Svezia senza tabù e senza peccato, Frida innocente e Frida che adesso… aspetta un bambino. E ad imbrogliare ancora di più la matassa interviene chi quella matassa la dovrebbe sbrogliare: la ginecologa, che dirà…

Infine, come mi capita di fare da qualche anno, ho aperto  la commedia al pubblico, alla partecipazione del pubblico. La commedia, per il pubblico in sala diventa così quasi un racconto, un aneddoto sul quale ognuno potrebbe essere chiamato ad esprimere la propria opinione. E che gli spettatori maschi si domandassero: ma se il mio amico del cuore, in punto di morte, mi venisse a chiedere, come ultimo desiderio, di andare a letto con mia moglie, io cosa farei? Domandando poi così anche alle mogli il loro pensiero».

 

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